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ALTARE DI SANTA FILOMENA
(di Marco Cecchelli)


      Un altare dedicato a santa Filomena esisteva già nella vecchia chiesa sin dai primi dell’Ottocento, quando, si diffuse il culto dopo la scoperta del suo corpo nel Cimitero romano di Priscilla in un loculo chiuso da tegole.(2)
      L’altare ottocentesco è riprodotto su un ex voto riferibile proprio a quel periodo. (3)
      La palma e le frecce che la santa porta nelle mani, riproducono i simboli ritrovati sulle grandi tegole che chiudevano il loculo sepolcrale.
      Il culto di santa Filomena si diffuse presto in tutto il mondo: oltre che in Italia, in Francia e nell’America del Nord. In diocesi di Bologna, nel 1943, le è stata intitolata la parrocchia di Passo Segni, in comune di Baricella.
      Della santa furono grandi devoti alcuni santi, tra i quali san Giuseppe Maria Vianney (il Santo Curato d’Ars) e alcuni papi, soprattutto Pio IX.
Nella riforma del 1961, il nome della santa è stato tolto dal calendario liturgico. Rimangono tuttavia i miracoli ottenuti per sua intercessione e il culto largamente riscosso ed ufficialmente approvato dall’autorità ecclesiastica.
      La statua della Santa, raffigurata in abiti signorili romani, è in gesso, di produzione seriale della ditta Clemente Tappi di Torino.(1) L’ancona, in stucco policromo, del 1894, è di Antonio e Gaetano Alberti e le decorazioni della cappella sono di Augusto Pagliarini, realizzate nel 1943.